Sono riflessioni così, che escono fuori in un periodo dove il tempo di pensare è addirittura un lusso. Talmente lusso che ci siamo quasi dimenticati di noi stessi come coppia, tanto indaffarati a vivere assieme per portare avanti un progetto comune, tanto abituati a vederci ogni singolo istante della giornata, ma tanto disabituati a guardarci con gli occhi di prima, magari pieni di ombre del passato ma che sfilavano via veloci lasciando chiazze di sereno intervallate al nero a macchiare la spiaggia atlantica sopra la quale viviamo. Un abbraccio ogni tanto ricorda che col suo avvolgere e con il suo odore siamo ancora profondamente quelli di prima, ma mi manca molto di quello che c’era e adesso è semplicemente messo in un angolo. Da una parte sono contenta che un sogno si sia avverato, con tutte le difficoltà che comporta ma anche pieno di soddisfazioni infinite, dall’altra mi sento sola anche se so di non esserlo. Lo dicevi sempre tu che sono come una bambina che cerca il contatto fisico per poter imprimersi nella memoria sensazioni da portare con sè come un’eredità preziosa, e lo sono, lo sono sempre stata quella bambina e continuo ad esserlo anche se tu troppo spesso non ti accorgi o fai finta di non accorgertene. E mi rendo conto che ogni sentimento non espresso, ogni parola che sento nel cuore che non esce allo scoperto forma una melma dentro che mi intrappola come le sabbie mobili, sento il bisogno, la necessità di tornare a dirti apertamente quel ti amo che tu ti ostini a non voler sentire pur provando quel sentimento, quel ti amo che ti uscì vomitato con tutta la rabbia che portavi dentro una sola volta e mai più. E io lo so che anche se per una volta quelle due misere parole hanno la valenza di un per sempre, eterno, indissolubile, ma ciò nonostante io continuo ad aver bisogno di dirlo o di sentirmelo dire. Già una volta feci l’errore di pensare che non dirlo mentre lo dimostravo fosse sufficiente, scontato perfino. Mi sbagliavo, ed io da testarda e autocritica quale sono, non accetto di ripetere gli stessi errori, così, all’infinito, pensando che in fondo non è niente di grave, che si può sopravvivere lo stesso. Ed ecco il punto. Io non voglio sopravvivere, non voglio diventare vecchia ancora prima di esserlo sul serio, non voglio inaridire come un fiore derogando sempre l’innaffiare le radici, voglio assaporare ogni momento della vita, ogni attimo è unico perché non si ripeterà più, ogni attimo è prezioso perché non ci è dato di avere una vita di prova prima della definitiva. E voglio ritrovarli quegli scampoli di noi sparsi dentro al baule di una vita con poco tempo per pensare e troppo da fare per il tempo che resta, voglio di nuovo abbracciarti, ragazzo mio e dirti ti amo magari con due lacrime di commozione che mi rigano il volto e tu che mi guardi e mi dici…continuo a cascarci dentro nei tuoi occhi. Ti Amo.